martedì 4 luglio 2017

Dove nasce il Prosecco di qualità: visita alle cantine Bortolomiol

In Veneto si beve Prosecco: è uno dei vini più celebrati della regione, un vino “facile”, il classico che si porta a una cena con gli amici per fare aperitivo o da accompagnare a tutto pasto. Prima ancora del caffè, se sei un ospite è normale sentirsi chiedere “Eora cossa te offro, un prosecchin?”.
Talvolta erroneamente declassato a vino da “quattro soldi” a causa della facile reperibilità che consente di scegliere spesso quello più “economico” anziché quello che magari costa poco ma è pure buono; come si può infatti distinguere un prodotto di qualità in mezzo a tanta quantità?

A proposito di prosecchi è bene precisare che esistono due denominazioni: la DOC che comprende 5 province venete e 4 del Friuli Venezia Giulia, e la DOCG Prosecco Superiore che comprende due zone nel Trevigiano, i Colli Asolani e Conegliano-Valdobbiadene; quest’ultima è una zona vitivinicola particolarmente vocata per la produzione di prosecco, e si distingue in particolare il cru Cartizze (area ristretta tra le colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol), dove si produce un Prosecco qualitativamente migliore quasi esclusivamente nella versione Dry.  
Di materia prima, quindi, ce n’è a volontà. A lavorarla con passione e dedizione c’è, a seguire, l’impegno di tanti produttori, piccoli e grandi, che ad oggi fan parte del Consorzio di Tutela, nato nel 1962 ad opera di 11 produttori il cui scopo era proprio quello di proteggere la qualità e l’immagine del proprio vino: in passato, infatti, il grande successo del prosecco generò numerosi tentativi di imitazione tanto da richiedere una normativa di regolamentazione che portò, nel 2009, al riconoscimento del Prosecco DOC e del Prosecco Superiore DOCG.

Tra le cantine più significative che abbiamo visitato si distingue l’azienda Bortolomiol, che già dalla fine del ‘700 produceva vino con Bartolomeo Bortolomiol, il primo della famiglia che gettò le basi per quella che, dal 1949, diventerà la cantina “moderna” di produzione con colui che attualmente ne è considerato il fondatore, ossia Giuliano Bartolomiol.  


 LA CANTINA

In centro a Valdobbiadene troviamo il Parco della Filandeta, dove si trova uno dei 4 vigneti biologici dell’azienda (tra le prime a produrre un Prosecco biologico), la cantina di vinificazione e una sala degustazione ricavata all’interno della vecchia filanda, da cui il nome del complesso. A 1km si trova invece la cantina storica, dove sono collocati gli uffici e la cantina di spumantizzazione. La qualità dei vini Bortolomiol è legata alla storia della famiglia, da sempre rispettosa e dedita alla terra da lavorare con valori trasmessi alle varie generazioni; ad oggi il lavoro è gestito dalle figlie di Giuliano Bartolomiol, Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana, insieme alla moglie Ottavia, ancora impegnate nel premiare il legame del vino al suo territorio di origine creando un prodotto di qualità e alla portata di tutti. Lo stesso fondatore Giuliano ha creduto per primo in tali valori, soprattutto nel secondo dopoguerra quando in molti lasciavano i terreni poveri e difficili da lavorare: lui rimane, ci crede, e continua a investire, sin da giovane, appena conclusi gli studi presso la Scuola Enologica di Conegliano.
L’azienda ad oggi produce circa 2 milioni di bottiglie l’anno, una grande produzione per una piccola realtà. La conversione al biologico è iniziata nel 2000 ed è diventata effettiva dal 2011: ad oggi lo Ius Naturae rappresenta l’emblema di questo iter e dell’impegno dell’azienda verso una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale.



IL VINO

Ottenuto da grappoli di glera raccolta manualmente e cresciuta su terreni prevalentemente argillosi dove la pianta arriva sino in profondità per attingere alle sostanze nutritive e  arricchirsi nel frattempo di una maggiore aromaticità che si ritrova tutta nel bicchiere, il vino è ottenuto dalla pressatura soffice delle uve e tradizionale metodo Charmat in autoclave. 
Ecco cosa abbiamo degustato:

- "Prior": così chiamato perchè il fondatore fu il primo a produrre la tipologia Brut, è il vino più secco prodotto dall'azienda, con un residuo zuccherino di 8g/l, contatto sui lieviti di un mese; si distingue per gli aromi floreali, fruttati di frutta acerba, mela verde e agrumi, buona freschezza e acidità; perfetto, a mio avviso, in accompagnamento a baccalà mantecato 
- "Ius naturae" biologico: un altro Brut ma con residuo zuccherino pari a 10g/l e contatto sui lieviti per 3 mesi; l'aroma è più minerale, il colore mi stupisce per i suoi toni vividi e verdolini, il sapore si mantiene fresco con una leggera prevalenza della sapidità; un buon abbinamento, ad esempio, con un risotto di porri
- "Bandarossa" Extra Dry: vino "storico" dell'azienda prodotto da 40 anni, così chiamato in ricordo del segno rosso che Giuliano Bartolomiol apponeva nelle migliori selezioni dell'anno di Prosecco; ottenuto dalle uve di soli 20 vigneti selezionati e particolarmente vocati, residuo zuccherino pari a 18g/l, ricco di aromi e profumi varietali; pur non essendo un classico vino da dolce, il suo gusto mi richiama volentieri l'abbinamento con una piccola pasticceria delicata.






Link utili:
http://www.bortolomiol.com/
http://www.prosecco.it/it/









Nessun commento:

Posta un commento